"Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro."
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sabato 30 aprile 2011
di cosa si parla?
pensieri
martedì 1 marzo 2011
Il profumo del sorriso
"Un sorriso non costa nulla, ma vale molto.
Arricchisce chi lo riceve e chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare.
In casa porta felicità,
nella fatica infonde coraggio.
Un sorriso è segno d'amicizia
E' un bene che non si può comprare, ma solo donare.
Se incontrerete chi un sorriso non sa dare,
donatelo voi".
Dopo un'intensa giornata lavorativa, oggi particolarmente faticosa, mi aiuta leggere alcuni pensieri e rintanarmi nei sorrisi innocenti dei miei bimbi..
Li dedico anche a tutti voi, sperando di donarvi un po' di "sorriso".
Fata M.
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venerdì 25 febbraio 2011
Se non puoi essere....
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada,
sii un sentiero.
Se non puoi essere un pino sul monte,
sii la miglior saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
SII SEMPRE IL MEGLIO
DI CIO’ CHE SEI!
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato a compiere,
poi mettiti con passione
a realizzarlo nella vita.
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giovedì 20 gennaio 2011
LEGGERI COME FALCHI PER VIVERE MEGLIO
Nella mia vita ho avuto spesso a che fare con il vuoto, con le arrampicate, e lì è un bel guaio non essere leggeri. In montagna la leggerezza è farsi sostenere dalle correnti, come i falchi e le poiane, senza battere le ali, senza sprecare forze. Nella vita è lo stesso: quando si è leggeri, ogni corrente, ogni minima soddisfazione ci sosterrà in aria, ci terrà allegri.
Per raggiungere una leggerezza nei comportamenti e nell'umore occorre ottenerla anche fisicamente. Bisogna essere ascetici. Non prendersi troppo sul serio, essere leggeri nelle esigenze personali, non prendersela troppo quando qualcuno sbaglia una parola nei nostri confronti. Ricordando sempre che leggerezza nel comportamento non significa prendere la vita poco seriamente o vivere con la testa tra le nuvole. Significa donarci, donare agli altri. Significa scrollarci di dosso la pesantezza, la serietà ed essere generosi, tolleranti, saper ridere e tentare di perdonare. Attribuire la pesantezza alla società moderna è un pretesto, mentre ogni individuo dovrebbe essere leggero nelle proprie vanità, nel proprio orgoglio, nelle proprie pretese. Per dire: facciamo un libro, crediamo che sia un capolavoro e vorremmo un premio. Invece bisognerebbe saper dire «ho fatto una cosa, se va, bene, altrimenti pazienza. Essere leggeri non significa essere sciocchi, ma lasciar correre l'acqua sopra di sé, come le pietre nel torrente, senza opporsi, brontolare e mugugnare sempre. In amore essere leggeri significa evitare controllo, gelosie, egocentrismo e possesso. L'amore è donazione, è silenzio. E il silenzio è leggerezza.
Leggerezza è saper accettare anche la sfortuna, senza precipitare nel tragicismo. Ma questo dipende dall'educazione che si riceve: un bambino che cresce in una famiglia dove ogni problema diventa una tragedia, e dove si pretende sempre di più di ciò che si ha o si raggiunge, è inevitabile che presto vorrà andarsene o diventerà un adulto pesante, greve. Quindi la leggerezza va insegnata sin da piccoli, anzi: dovrebbe essere insegnata nelle scuole! Ma anche da adulti si può imparare: basterebbe fermarsi e ragionare un po'. Dialogare con il prossimo, non ritenersi indispensabili o migliori degli altri. Leggerezza è vivere, agire, tentare. Leggerezza è fatica: sembra un paradosso, ma dopo un'arrampicata, dopo una corsa, perdendo qualche chilo, viene voglia di essere più allegri, viene appetito, si dorme meglio. Leggerezza è sobrietà negli oggetti di cui ci circondiamo, anche nelle nostre case, che invece sono piene di orpelli, di marchingegni a motore... e noi stessi diventiamo oggetti in funzione degli oggetti che dobbiamo controllare, guidare, riparare.
Leggerezza è generosità, tolleranza, disincanto. È sapersi trattenere dal suonare il clacson quando l'auto davanti a noi resta ferma qualche secondo dopo che è scattato il verde. Non assecondare e cadere nella trappola della pesantezza. Fare qualcosa per gli altri, ma senza aspettarci gratitudine o riconoscenza, perché questi sono sentimenti che si sciolgono come neve al sole. E infine saper riconoscere le cose belle che abbiamo a portata di mano per esempio: le montagne qui a Erto sono bellissime. Ma molti personaggi della politica e dello spettacolo preferiscono andare a Cortina o Courmayeur. Sono vittime della pesantezza della visibilità e dei luoghi comuni che fanno tendenza.
Impariamo a essere leggeri: è fondamentale per vivere meglio.
di Mauro Corona, alpinista e scrittore
tratto da Il Sole 24 ore, del 01 settembre 2010
tratto da Il Sole 24 ore, del 01 settembre 2010
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